Vidi il cielo spegnersi in un solo istante, come se qualcuno avesse rovesciato un oceano di inchiostro sopra la cresta della collina. Erano nubi vive, gonfie di tempesta, che rotolavano basse e minacciose, stringendo la valle in una morsa scura.
Il vento cominciò a gemere tra i grandi faggi e querce secolani, e poi a urlare, un suono che somigliava a migliaia di voci perdute. E tra il frangersi del vento, gli ululati: lunghi, profondi, da fare rizzare il pelo sulle braccia, che salivano dalla foresta e rimbalzavano contro le rocce della grande grotta che si intravedeva lassù, nel fianco del monte. Non era un verso di dolore, non era di fame: era un avvertimento. Un richiamo antico.
Il vento cominciò a gemere tra i grandi faggi e querce secolani, e poi a urlare, un suono che somigliava a migliaia di voci perdute. E tra il frangersi del vento, gli ululati: lunghi, profondi, da fare rizzare il pelo sulle braccia, che salivano dalla foresta e rimbalzavano contro le rocce della grande grotta che si intravedeva lassù, nel fianco del monte. Non era un verso di dolore, non era di fame: era un avvertimento. Un richiamo antico.
Pubblicato da Franco's Mystery - 21/8/2026

