Gaetano Pampallona - Corriere di Viterbo
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Gaetano Pampallona
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Il modo di fare arte di Franco Spaccia di Capranica
Romanticismo figurativo carico di mille vibrazioni
E' di certo a motivo dell'atmosfera intimistica che vi aleggia, fra i molti arredi di impronta tardoromantica, che il caffè Schenardi allestisce al suo interno mostre che a tale atmosfera corrispondono.
Gli artisti ospitati infatti hanno in comune la tendenza di "dipingere con il fiato", di indugiare in spasimate vibrazioni figurative che non di rado (è doveroso osservare) sgusciano verso soluzioni di troppo manierati trascendimenti e compiaciute sublimità.
E' così nel bel mezzo di ondate luministiche e patetiche cromie, di tormentose e sottili morbidezze che portano la forma al limite dell'evanescenza, non sempre è dato stabilire quanto è derivato dall'arte romantica, quanto dalla Scapigliatura che il qualche modo volle contestarla, quanto dal tocco, in sostanza, di un Cremona, di un Mosè Bianchi, di un Ranzoni.
A un bozzettismo cronachistico in continue variazioni di colore si attiene la pittura di Franco Spaccia di Capranica il quale espone in questi giorni da Schenardi le sue recenti pitture. Nei paesaggi, nelle figure femminili o nei "totali" di sconfinati orizzonti, Spaccia si dedica con una fantasiosa poetica conseguendo risultati accattivanti che certamente '"attraggono il gusto del pubblico sia per gli elementi delle evocazioni. In virtù di guizzanti pennellate, di lampeggiamenti che sfrangiano la materia pittorica, l'artista rende bene i misteriosi tremolìi e dolci evasioni di sogno. Poiché è molto forte in lui. collateralmente alla tendenza del pittoresco e della caratterizzazione (si vedano le allampanate figurine e le aggraziate silhouettes che ricordano A. Magnasco per esempio), il bisogno di una figurazione che innanzitutto prenda consistenza dal rigore dell'impianto compositivo, ci attendiamo più impegnative ricerche sulla simmetria prospettica che facciano giustizia di garbugli semiotici che insidiano al momento la sua giovane stagione inventiva.
Gli artisti ospitati infatti hanno in comune la tendenza di "dipingere con il fiato", di indugiare in spasimate vibrazioni figurative che non di rado (è doveroso osservare) sgusciano verso soluzioni di troppo manierati trascendimenti e compiaciute sublimità.
E' così nel bel mezzo di ondate luministiche e patetiche cromie, di tormentose e sottili morbidezze che portano la forma al limite dell'evanescenza, non sempre è dato stabilire quanto è derivato dall'arte romantica, quanto dalla Scapigliatura che il qualche modo volle contestarla, quanto dal tocco, in sostanza, di un Cremona, di un Mosè Bianchi, di un Ranzoni.
A un bozzettismo cronachistico in continue variazioni di colore si attiene la pittura di Franco Spaccia di Capranica il quale espone in questi giorni da Schenardi le sue recenti pitture. Nei paesaggi, nelle figure femminili o nei "totali" di sconfinati orizzonti, Spaccia si dedica con una fantasiosa poetica conseguendo risultati accattivanti che certamente '"attraggono il gusto del pubblico sia per gli elementi delle evocazioni. In virtù di guizzanti pennellate, di lampeggiamenti che sfrangiano la materia pittorica, l'artista rende bene i misteriosi tremolìi e dolci evasioni di sogno. Poiché è molto forte in lui. collateralmente alla tendenza del pittoresco e della caratterizzazione (si vedano le allampanate figurine e le aggraziate silhouettes che ricordano A. Magnasco per esempio), il bisogno di una figurazione che innanzitutto prenda consistenza dal rigore dell'impianto compositivo, ci attendiamo più impegnative ricerche sulla simmetria prospettica che facciano giustizia di garbugli semiotici che insidiano al momento la sua giovane stagione inventiva.
