Luni sul mignone-La Meridiana
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Furono gli Etruschi coloro che, molto prima di Roma, nel momento del trapasso tra preistoria e storia, edificarono nel cuore d'Italia un 'altra Civiltà, ponendo le fondamenta della futura ascesa dell'Europa.
Fù una civiltà sorprendente per il periodo, che sviluppò una propria Arte, una propria religione e diede un ruolo importante alla donna. Furono la più importante popolazione dell'Italia prima dell'espansione di Roma.
Furono presenti dal VIII sec. a.c. fino al IV poco meno, per scomparire o fondersi nei Romani.
Tanto ci sarebbe da scrivere e certamente lo farò.
Come scrivevo all'inizio dedico tempo a studiare questo popolo e i suoi misteri, che non vi sono dubbi possano ritenersi antenati, in quanto sono nato in terra in cui per gli Etruschi era il cuore, parlo dell'Etruria ed in particolare della Tuscia Viterbese e Romana.

Le mie ricerche, i miei studi sul mistero, sono quelli in cui per gli Etruschi era il viaggio più importante, il loro rapporto con la morte e l'aldilà, il loro viaggio oltre la vita.
Ecco dunque le finte porte sopra le loro tombe e tante altre testimonianze in quanto credevano fortemente che la vita continuasse dopo la morte e come gi egiziani portavano nella tomba le loro ricchezze, in modo da averle con loro nell'altra vita. Ebbene le finte porte rappresentavano il passaggio nell'aldilà. Di tutto questo ne parlerò ampiamente in altro articolo in cui metterò in evidenza questi misteri.
Ora ciò che interessa è sapere, come gli Etruschi misuravano il tempo. Dico questo perchè mi son trovato davanti ad una grotta che sembrerebbe una meridiana.

Non esistono documentazioni in merito, solo una testimonianza da chi prima di me si è trovato dinnanzi a questa grotta. Ma ora facciamo un passo indietro per saperne di più sulla misurazione del tempo dalle origini ad oggi.
Non e’ dato sapere quando l’Uomo inizio’ a sentire l’esigenza di misurare il tempo ma e’ logico immaginare che all’inizio l’uomo cacciatore non riuscisse ad andare oltre l’interpretazione dei grandiosi fenomeni del sorgere e del tramontare del Sole.

Successivamente si interpretò la giornata coi movimenti del Sole ossia sole in ascesa, allontanamento dall’accampamento per la caccia, sole a scendere, necessita’ di raggiungere l’accampamento per trascorrere la notte al riparo
dai pericoli.

Eventi che si ripetono in modo preciso servono alla misura del tempo. La rotazione della Terra sul proprio asse serve a scandire i giorni e la rivoluzione della Terra attorno al Sole secondo le tre leggi di Keplero determina l’anno, ossia l’insieme di 365 giorni.
Comprendere il tempo ed il suo trascorrere e’ uno dei piu’ grandi traguardi di varie scienze e discipline. In quest’ ottica, troviamo ancora attuale citare Sant’ Agostino il quale nell’undicesimo libro delle sue Confessioni affermava: ” io so’ cosa e’ il tempo ma quando me lo chiedono non so’ spiegarlo”.

E’ stata probabilmente l’osservazione dell’ombra proiettata sul terreno da un albero sufficientemente diritto a suggerire come tramite le modificazioni della lunghezza dell’ombra si potesse suddividere il tempo di ” luce” da quello di “buio”.

Con l’evolvere della civilta’ ed essendo l’uomo un essere vivente “sociale” fu’ proprio per dare senso e ordine alle vicende storiche che sentì impellente il bisogno di misurare il tempo.
La necessita’ di un “prima” e di un “dopo” nacque perche’ questo concetto e’ innato nel cervello di ciascuno e non potremmo esistere in modo razionale senza.
Per noi e’ logico pensare all’ora come a quel sistema che ci ha accompagnati sin da fanciulli che si origina dividendo il giorno in 24 parti uguali inizianti alla mezzanotte. I primi a suddividere il giorno in 24 parti, 12 ore di luce e 12 ore di buio probabilmente furono i Caldei ,forse a imitazione dello Zodiaco in 12 segni e dell’anno in 12 mesi. Questa tipologia di ore viene chiamata “temporaria” o “giudaica” e nei secoli successivi “ora antica”. Poiche’ la durata delle ore di luce varia nel corso dell’anno, la durata dell’ora diurna era diversa da quella notturna e variabile col trascorrere dei mesi e delle stagioni.

Oggi prendo in considerazione solo quell'albero diritto che proiettando la sua ombra si riusciva a capire il tempo che scorreva durante il giorno dall'alba al tramonto del sole.
Da qui la nascita delle MERIDIANE i primi strumenti utilizzati per misurare le varie parti del giorno, per mezzo dell'ombra che veniva proiettata dal sole per mezzo di un asse verticale su delle linee incise. ecco dunque anche il fenomeno delle costruzioni di obelischi ancora oggi presenti.
La nostra grotta presente appena fuori del pianoro di Luni sul Mignone, ha le caratteristiche di essere una meridiana in
quanto semicircolare con scanalature incise nella roccia del pavimento e sulla parete e disposte a semicerchio e sono dodici come le ore del giorno di luce. Presente di fronte un foro da dove entra la luce che va ad illuminare una delle caselle, stabilendo periodi dell'anno in base alla posizione del sole. Si pensa che ciò avviene Dall'Equinozio che va dall'Autunno fino all'Equinozio di Primavera.

Tutto lascia supporre si tratti di una meridiana, pur creando in me alcuni dubbi ai quali certamente darò risposte certe. Primo fra tutti il periodo. Certa è la datazione di Luni che parte sin dall'età del bronzo.
Gli Etruschi senza dubbio hanno vissuto questo insediamento ma alcuni particolari Incisi sopra la porta ad Arco da Idea di luoghi di culto sinonimi di Monaci o Eremiti forse presenti approssimativamente nel periodo altomedievale.
Stesse incisioni si ritrovano dove sono presenti ruderi di abitati poco distanti.


Resta comunque un opera originale che senz'altro andrò ad approfondire. Non mancherò di aggiornare l'articolo non appena avrò svelato il mistero di questa MERIDIANA DI LUNI SUL MIGNONE.