MONTE BISENZIO- Storia-Magia- Misteri-Leggende
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Il Colombario di Monte Bisenzio
La Tuscia delle Meraviglie
" MONTE BISENZIO "
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Misteri e leggende
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Capita spesso di restare influenzati leggendo un articolo, un libro, una guida in riferimento ad un luogo facente parte di pagine di storia del passato. Restiamo talmente influenzati che nasce in noi il desiderio di andare a scoprire, a vivere, a sognare direttamente sul luogo e non tra le righe di un articolo o di un libro. Calpestare direttamente con i nostri piedi quanto letto e descritto, Eccomi dunque a seguire il mio istinto nel recarmi su quella collina che fa da cornice ad uno splendido lago con la sua Storia ricca di leggende.
La Storia e i racconti del luogo veri o non veri non importa, ciò che conta è farne parte anche per pochi istanti, il tempo necessario per sognare di viaggiare nel tempo e immaginare di essere parte integrante del vissuto del luogo.

Mi trovavo in un posto magico e la magia non si può descrivere, non si tocca, la si respira, la si vive, la si racconta per quanto il mio corpo potra' farlo, non importa se sarò creduto, cosa certa è la sensazione di libertà e di verità. La verità che per certi posti è essenziale.
Continuavo a camminare e ad ogni passo mi sentivo catapultato altrove con la mente, quasi ad invitarmi a prendere coscienza delle memorie di un passato e autorizzare la mia mano e la mente a scrivere pagine dettate da loro, da quegli uomini e donne che ci hanno preceduto in questa terra.
L'energia del luogo aumentava sempre di più, più mi avvicinavo alla cima è più aumentava. D'un tratto cambiò tutto come se mi trovassi in altra dimensione, ero sospeso, orizzontale, muovevo le braccia come un uccello e proprio lo svolazzare degli uccelli e il loro cinquettio mi risvegliarono e tornai con i piedi a terra ed ero appoggiato ad una staccionata. L'aria era buona, mi sentivo bene. Segui la direzione della staccionata e ad un tratto iniziò a scendere fino al punto in cui la staccionata finì e proprio li ebbi i primi contatti per scrivere quasi sotto dettatura. Li trovano luogo alcune grotte ipogee alcuni Palmenti e moltissime memorie custodite nei massi negli interni degli ipogei e alla base degli alberi.




Credetemi, il mio corpo era li ma la mia mente no. Mi sedetti più volte non so perchè, non ero stanco, mi accorsi in seguito del

perchè. Visitai in ogni punto anche dove presentava pericolo per via delle scarpate ripide verso il lago, forti sensazioni di securezza, non mi sentivo solo, ormai sembrava fossi una macchina non guidata da me. Infatti spinto non so da cosa iniziai di nuovo a salire per poi discendere dalla parte opposta dove un altra staccionata mal ridotta mi avrebbe portato nel luogo simbolo di questo monte di Bisenzio, il colombario.
Due ambienti con centinaia di cellette un tempo custodi di urne funerarie per poi nel medioevo essere casa di colombe e piccioni, un tempo allevati per nutrimento o per i vizi di caccia.

Una finestra da dove si gode di uno stupendo panorama sul lago di Bolsena e delle isole con in primo piano la Bisentina, nome derivante proprio da quella Citta di Bisenzio o Bisenzo un tempo fiorente proprio li su questo monte in cui mi trovavo.
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BISENZIO: Antico centro protovillanoviano, villanoviano ed etrusco sul lago di Bolsena.
L'Acropoli molto estesa come si vede dalla foto sotto e riportata in tratteggi in rosso mentre le Necropoli sono molte numerose contrassegnate in nero. Preziosi reperti sono esposti in famosi musei in tutto il mondo. Oggi è un'area naturalistica di grande rilievo paesaggistico che conserva alcune tracce del suo glorioso passato.

La Storia e gli scavi fino ad oggi come da Progetti del Ministero dei Beni Culturali.
http://sabap-rm-met.beniculturali.it/it/317/progetti/510/
Il sito di Bisenzio si trova pochi chilometri a nord del moderno Comune di Capodimonte (VT) , in una cornice paesaggistica e naturalistica di rara bellezza, sul lago di Bolsena.
Le più antiche evidenze dell’insediamento, risalenti almeno alla fine del secondo millennio a.C., sono tornate in luce sul Monte Bisenzio che, ancora tra il 1000 e il 1760 della nostra era, ospitava le strutture fortificate del ‘Castrum Bisentii’.
Se la ricchezza dei giacimenti archeologici di Bisenzio era cosa nota già nei primi decenni del 1600, le basi per una conoscenza più accurata e sistematica delle evidenze furono gettate negli ultimi decenni del 1800 e in modo più marcato nel corso del secolo seguente. Lo scavo della sontuosa necropoli denominata ‘Olmo Bello’, avvenuto alla fine degli anni venti del ‘900, e la pubblicazione di alcuni dei suoi contesti sepolcrali già nel 1928 ne sono un esempio.
Tuttavia se la conoscenza dei nuclei sepolcrali, disseminati a semicerchio dalla linea di battigia a sud-est del monte fino alle colline e alle forre che caratterizzano il confine settentrionale della regione, era assai viva già nella prima metà del ‘900, l’attenzione per l’insediamento si destò a seguito delle indagini archeologiche condotte da Soprintendenza-CNR nel 1978 e 1979 sulla sommità del promontorio. Qui fu documentata la presenza di emergenze strutturali e piani di frequentazione databili ad un orizzonte avanzato del Bronzo Finale (XI-X sec. a.C.).
Negli stessi anni fu indagata anche parte della sottostante terrazza occidentale. Le operazioni di scavo permisero di portare in luce tratti della viabilità e delle strutture murarie dell’insediamento di epoca storica.
Sempre negli anni settanta e ancora nel decennio successivo le ricognizioni di superficie attuate da due professori tedeschi, Klaus Raddatz e Jürgen Driehaus entrambi attivi all’Università di Gottinga, hanno permesso di delineare con maggior nitore l’ampiezza dell’insediamento tra età del ferro e periodo arcaico (avanzato X-inizi V sec. a.C.).
Nonostante le ricerche fino ad oggi svolte, e la meritoria attività di controllo e valorizzazione del sito attuata dalla Soprintendenza, ancora poco si conosce del sito.
Oggi, grazie al supporto finanziario della Comunità Scientifica Tedesca (Deutsche Forschungsgemeinschaft), è stata istituita un’équipe internazionale e multidisciplinare costituita da ricercatori attivi presso istituti di ricerca di grande prestigio. Costoro hanno recentemente dato inizio ad una ricerca ad ampio spettro che si avvale delle più avanzate tecniche di indagine non invasive messe a punto dalla geofisica.
L’obiettivo è quello di offrire uno studio accurato di Bisenzio, inteso come sistema complesso (insediamento, suburbio, necropoli) e armoniosamente connesso col territorio circostante. Il fine ultimo è quello di delineare un’accurata lettura archeologica, storica e sociale della laboriosa comunità che fiorì a Bisenzio tra l’età del bronzo e il periodo arcaico.
Con questo intento saranno dunque analizzati e pubblicati i rinvenimenti degli scavi svolti nel ‘78 e nel ‘79 presso Monte Bisenzio; i corredi funebri della necropoli Olmo Bello portati in luce tra gli anni venti e gli inizi del decennio successivo. Oltre a ciò saranno effettuate accurate ricognizioni di superficie su tutta l’area dell’insediamento, i cui risultati confluiranno in un sistema informativo geografico on-line. Parallelamente tutta l’area dell’insediamento e le regioni di transizione al suburbio saranno sottoposte ad un’indagine geofisica di dettaglio. Infine, grazie ad un esame in situ, allo studio di documenti storici e all’analisi di campioni geologici prelevati per mezzo di micro carotaggi, si delineerà un modello orografico della regione nell’antichità.
Il team si avvale dell’attività non solo di archeologi ma anche di geofisici, geologi, antropologi, specialisti di archeozoologia, archeobotanica, archeometria e cartografia digitale
Pagina con nuovi aggiornamenti entro pochi giorni.
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