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Metodi di Indagine e di ricerca

Mistero
Franco's group.. al castello di Vulci
Franco's Artist
Franco's group in indagine
Franco's Group in indagine a villa dei misteri e delle croci
Per una buona ricerca ed una buona indagine si rende necessario il rispetto di alcune regole e secondo me la prima è:   "si inizia un'indagine senza prevederne la fine."

Il mondo del paranormale crea curiosità e fascino.
Le persone vogliono credere perchè non riescono ad accettare la perdita di persone care. L’idea che una persona amata possa essere ancora presente in qualche forma è di conforto. Coloro che credono all’esistenza dei fantasmi non hanno bisogno di prove o verifiche. Per coloro che non credono, forse nessuna prova sarà mai sufficiente.
Tuttavia si rende necessario chiarire alcuni concetti che secondo me sono alla base di una buona ricerca per conseguire risultati ottimali durante le sessioni d'indagine.
Nel paranormale tutto è teoria, non c’è nulla di dimostrato. Forse perché il verificare e quindi il dimostrare l’esistenza di fenomeni e origini paranormali è ancora un miraggio. Possiamo ad oggi dimostrare l’esistenza di fenomeni “anomali” ovvero che sfuggono alla razionalità e alla conoscenza acquisita.

Come chiedersi se credere a forme di vita extra terrestre, sulla loro esistenza? No dicono in tantissimi, sì dicono altri.
Quando ci si avvicina al paranormale, bisogna essere molto scettici ma con la mente aperta a qualunque possibilità. Dobbiamo essere onesti con noi stessi e soprattutto verso gli altri che si aspettano da noi la verità.
Cercare ogni possibile spiegazione razionale a un dato “anomalo” senza fretta e "se necessario ripetere le sessioni tenendo ben presente tempi ,orari e situazioni"  e quando non si trova, da anomalo diviene “paranormale”.
Ma sono sicurissimo anche  che in molti casi, il paranormale non esiste di fatto, ma esiste il normale ancora da capire e spiegare pienamente. Autorevoli fonti indicano che gli Spiriti, fantasmi, demoni, angeli non sono reali ma prodotti della nostra mente o coscienza, in parte sono d'accordo e da tempo porto avanti esperimenti in tal senso. Quindi si può “supporre” che tutti i fenomeni anomali sono reali, ma tenendo presente chi può produrli, consciamente possiamo trovarci in presenza di qualcuno o noi stessi che provochiamo energie involontariamente senza sapere di essere un po’ sentitivi
Onestà e razionalità dunque, testa sulle spalle e piedi ben ancorati a terra. Ognuno può avere il suo metodo di lavoro, giusto o sbagliato che possa essere, l'unica certezza che accomuna tutti è quello di non raccontare balle ma verità e far si che la ricerca vada avanti su basi solide, certe, prima di dichiarare l'esistenza di fenomeni paranormali, tenendo ben presente come dicevo prima tutto è teoria e a tutt'oggi nulla è stato provato.
Mi accorgo che non tutti, anzi sono molti, coloro ai quali poco importa il concetto di verità e guardano più alla spettacolarizzazione delle loro ricerche, illudendo i fruitori dei loro racconti. Provate ad immaginare le tante persone " come dicevo all'inizio"  che vogliono credere perchè non riescono ad accettare la perdita di persone care. L’idea che una persona amata possa essere ancora presente in qualche forma è di conforto. La speranza non è certezza, concetto senza dubbio da rispettare.
Detto questo torno brevemente al metodo di ricerca che ritengo ottimale per lo svolgimento delle indagini.
Una volta ricevute le autorizzazioni Pubbliche o private, si inizia a pensare al vero e proprio PIANO DI LAVORO. Si inizia a memorizzare tutte le notizie utili. La conoscenza del luogo, la sua storia, necessaria, direi indispensabile e per documentarsi ci si avvale non solo da documentazione conosciuta ma anche interrogando persone che ai luoghi sono legati, teniamo presente che la maggior parte dei disturbi è generata dalla storia del luogo. Il tutto lo riportiamo in un diario che potremmo definire APPUNTI DI INDAGINE.  Si procede dunque ad un primo sopralluogo per procedere ad una attenta bonifica per verificare eventuali fonti di interferenze con gli strumenti. Importante poi controllare lo stato del sito dal punto di vista di sicurezza in modo da conoscere ed evitare zone di pericolo.
Prima regola secondo me:  si inizia un'indagine senza prevederne la fine. Perchè?
qualora le sessioni d'indagine portassero a dei riscontri che riteniamo importanti, la logica conseguenza è quella di approfondire nel ricercare le prove dei fenomeni verificatesi interrogando più volte il luogo in cui si sono manifestati.
Seconda regola da non trascurare è: mantenere la calma, in quei momenti in cui siamo portati a pensare di non trovarci da soli quindi teniamo in considerazione che il presunto fantasma potrebbe essere spaventato allo stesso modo che può esserlo per noi (“Che ci fai tu in casa mia?”) opportuno quindi prestare il massimo rispetto entrando in un luogo creando le condizioni per essere accettati. Giusto chiedere permesso alle presunte presenze in modo tale che se presenti può essere un buon inizio di conversazione e di manifestazioni.
Terza regola che definirei fondamentale è:  di prendere confidenza con l'ambiente, diventarne se possibile tutt'uno e al contempo evitare che il nostro cervello e alcuni nostri comportamenti possano influenzare l'indagine che andremo a fare di li a poco. Iniziare a piazzare le strumentazioni con videocamere anche a rilevamento dei movimenti e registratori in più punti e farlo nel modo giusto nei confronti dei presunti padroni di casa che forse potrebbero vedere il tutto come una vera e propria invasione della loro casa. Mentre invece dobbiamo renderli partecipi facendo capire che gli strumenti sono utili soprattutto a loro, per comunicare e sentirsi vivi tra i vivi. Fatto questo, senza fretta e senza toccare nulla iniziamo una prima sessione rivolgendoci alle presunte entità presenti sulla base delle conoscenze prodotte in fase di ricerca storica del luogo.
Quarta regola, forse la più importante è:   che tutto può succedere, avere visioni o sentire rumori, freddo, voci, a volte avere paura, voglia di scappare. Ebbene non si deve commettere l'errore di prendere tutti gli avvenimenti per buoni, assolutamente no! Tanti fattori possono concorrere a far si che i fenomeni accadano e come sono accaduti possono di nuovo verificarsi. Da qui la mia affermazione riportata in alto a destra: QUANDO CREDIAMO CHE L'INDAGINE SIA FINITA CI RENDIAMO CONTO DI TROVARCI ALL'INIZIO e LA RICERCA CONTINUA. Prendersi un momento di pausa, liberare il cervello ed iniziare poi a studiare e analizzare razionalmente tutto il materiale prodotto. Se necessario, ripetere più volte le sessioni nello stesso luogo.
Qui una domanda sorge spontanea: Il vero ricercatore secondo me, dove trova riscontri ci ritorna più volte anche perchè è sempre buona cosa tornare a trovare coloro che ci hanno fornito una presunta prova della loro esistenza, salutarli e continuare le comunicazioni.. Secondo me questa è una metrica per essere in grado di giudicare quanto ci viene prodotto da alcun e appurarne la veridicità.
Quinta regola utile è:  tenere in considerazione l’elemento umano! In questo campo, le sensazioni sono importanti quanto le letture!  Poche cose da ritenere importanti. La base su cui ogni serio ricercatore deve  fare un’indagine.

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